CONTRIBUTI ECONOMICI PER AFFIDO FAMILIARE

Area d'intervento

Minori e famiglia

Tipologia

Contributi economici per affido familiare

Descrizione

I Comuni afferenti all’A.T.S 8 in collaborazione con l’Equipe Integrata Affido attuano l'affido familiare disposto dal Sindaco e autorizzato con decreto del Giudice Tutelare del luogo ove si trova il minore (affido consensuale) o dal Tribunale per i Minorenni qualora sussistano le condizioni previste dall’art. 330 e seguenti del C.C. (affido giudiziario) allo scopo primario di garantire al minore le condizioni migliori per il suo sviluppo psicofisico, qualora la famiglia d'origine si trovi nella impossibilità di assicurarle, sia come strumento preventivo in situazioni non necessariamente di patologia familiare o sociale già conclamata, sia come intervento riparativo in situazioni di crisi. L’attuazione di tale prassi è gestita secondo quanto previsto dalle modalità operative previste nel protocollo d’intesa tra i Comuni dell’A.T.S.8 e l’ A.V.2-D.S. di Senigallia. I Comuni afferenti all’A.T.S 8 in collaborazione con l’Equipe Integrata Affido attuano l'affido familiare disposto dal Sindaco e autorizzato con decreto del Giudice Tutelare del luogo ove si trova il minore (affido consensuale) o dal Tribunale per i Minorenni qualora sussistano le condizioni previste dall’art. 330 e seguenti del C.C. (affido giudiziario) allo scopo primario di garantire al minore le condizioni migliori per il suo sviluppo psicofisico, qualora la famiglia d'origine si trovi nella impossibilità di assicurarle, sia come strumento preventivo in situazioni non necessariamente di patologia familiare o sociale già conclamata, sia come intervento riparativo in situazioni di crisi. L’attuazione di tale prassi è gestita secondo quanto previsto dalle modalità operative previste nel protocollo d’intesa tra i Comuni dell’A.T.S.8 e l’ A.V.2-D.S. di Senigallia.

Norme di riferimento

L.R.8/94

REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO “AFFIDO – APPOGGIO FAMILIARE”

AMBITO TERRITORIALE SOCIALE n. 8

Requisiti

Beneficiari del servizio di affido familiare sono i minorenni (da 0 a 18 anni) residenti nel territorio comunale di competenza dell’A.T.S. 8, di qualsiasi nazionalità ed etnia, in situazioni familiari multiproblematiche e/o a rischio di disadattamento o devianza e minorenni non aventi cittadinanza italiana o di altri Stati dell’ Unione Europea che, non avendo presentato domanda di asilo, si trovano, per qualsiasi causa, nel territorio comunale di competenza dell’A.T.S.8, privi di assistenza.


Il minore ha diritto:


-ad essere informato, ascoltato, preparato e coinvolto rispetto il progetto d’affido, in relazione alla propria età e alle proprie specifiche caratteristiche;


-a mantenere i rapporti con la propria famiglia, fatto salvo le diverse prescrizioni dell’Autorità Giudiziaria;


-a mantenere, se lo desidera e non vi sono controindicazioni, rapporti con la famiglia affidataria anche al termine dell’affido.

Percorso

I Servizi territoriali (Ente Locale e/o Asur) incaricati del caso, secondo le modalità operative previste nel protocollo d’intesa tra Comuni dell’Ambito Sociale Territoriale 8 e l’Area Vasta 2 – Distretto Sanitario di Senigallia,  redigono il progetto sul minore in affido,  soffermandosi particolarmente su:
-i dati personali, la storia del minore e della sua famiglia;
-i motivi che hanno condotto all’affidamento e la presumibile durata di questo;
-la presenza di eventuali decreti emessi dal Tribunale per i Minorenni;
-il tipo e la frequenza di rapporti tra la famiglia d’origine e il minore;
-il tipo di collaborazione tra famiglia d’origine e affidatari;
-le caratteristiche ricercate negli affidatari;
-i momenti di verifica del progetto stesso;
-le ipotizzabili condizioni che consentono il rientro in famiglia del minore

I Servizi territoriali (Ente Locale e/o Asur) incaricati del caso, secondo le modalità operative previste nel protocollo d’intesa tra Comuni dell’Ambito Sociale Territoriale 8 e l’Area Vasta 2 – Distretto Sanitario di Senigallia,  redigono il progetto sul minore in affido,  soffermandosi particolarmente su:
-i dati personali, la storia del minore e della sua famiglia;
-i motivi che hanno condotto all’affidamento e la presumibile durata di questo;
-la presenza di eventuali decreti emessi dal Tribunale per i Minorenni;
-il tipo e la frequenza di rapporti tra la famiglia d’origine e il minore;
-il tipo di collaborazione tra famiglia d’origine e affidatari;
-le caratteristiche ricercate negli affidatari;
-i momenti di verifica del progetto stesso;
-le ipotizzabili condizioni che consentono il rientro in famiglia del minore

Tempi

Il periodo di durata dell’affido non può superare ventiquattro mesi ed è prorogabile, dal tribunale per i minorenni, qualora la sospensione dell’affidamento rechi pregiudizio al minore.